Archivi del mese: settembre 2010

MLB: delusione dei Boston Red Sox

Matematicamente fuori dalla corsa ai play off dopo la sconfitta di martedì sera all’U.S. Cellular Field di Chicago, i Red Sox vedono allontanarsi anche l’ultimo obiettivo rimasto, quello delle 90 vittorie stagionali. Nella partita persa ieri contro i Chicago White Sox è stato ancora una volta protagonista in negativo il pitcher Josh Beckett, che con i 3 runs concessi nel decisivo settimo inning ha visto sfumare la possibilità di riscattare almeno in parte la sua peggiore stagione, costellata di infortuni e prestazioni deludenti. Determinante anche l’errore del catcher Victor Martinez che, con il risultato in parità, ha effettuato un lancio fuori misura in prima base sul bunt perfetto di Brent Lillibridge, consentendo all’esterno sinistro Juan Pierre di segnare un altro punto per i White Sox, che hanno poi vinto la partita col risultato finale di 5 a 2, grazie anche alla buona prestazione del lanciatore venezuelano Freddy Garcia. Per Josh Beckett la stagione finisce con solo 21 partenze, a causa soprattutto della schiena dolorante, un record di 6-6 e un’ERA di 5,78, la peggiore della sua carriera. Dopo un’ultima gara stasera a Chicago i Red Sox ospiteranno al Fenway Park, nell’ultima serie stagionale, i New York Yankees, che proseguiranno poi il loro cammino nella postseason.

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Per ricordare Syd Barrett

Quando nel 1974 i Pink Floyd cantarono per la prima volta Shine On You Crazy Diamond resero il loro tributo a Syd Barrett, la vera anima dei primi anni della band. Nato Roger Keith Barrett, Syd aveva abbandonato il gruppo nel 1968 e, dopo altri due album da solista, si era ormai ritirato dalle scene per problemi legati soprattutto agli abusi di droga e ad una salute mentale sempre più vacillante. Eppure, una carriera così breve aveva lasciato al mondo musicale l’eredità di un artista completo, chitarrista e voce di talento, autore di canzoni memorabili dalla tensione psichedelica e sperimentale. Oggi, a quattro anni della morte, viene ricordato con un libro e una raccolta musicale. A Very Irregular Head, scritto da Rob Chapman e pubblicato da Faber and Faber , costituisce la prima biografia esaustiva della vita di Syd Barrett, che celebra la sua carriera e affronta le luci e ombre della sua vita. An Introduction To Syd Barrett, prodotto da David Gilmour e in uscita il 5 ottobre, è invece un album che raccoglie il meglio del repertorio musicale di Syd Barrett, sia da solista che da componente dei Pink Floyd. Tutte le tracce sono state rimasterizzate in digitale, comprese alcune versioni remixate. Il disco, che ha per cover un art work di Storm Thorgeson, si conclude con un inedito assoluto, Rhamadan, brano strumentale della durata di venti minuti.

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Drogati di Facebook e Twitter

Gli studenti dei college sono una delle categorie maggiormente a rischio di dipendenza da social media come Facebook o Twitter. Nel corso di una ricerca dal titolo 24 Hours: Unplugged condotta da LivesScience.com nell’Università del Maryland è stato richiesto agli studenti di non accedere alla rete per un’intera giornata, facendo anche a meno dell’iPod, della tv e del cellulare. Circa 200 studenti, dopo le 24 ore di astinenza, hanno raccontato su internet la loro esperienza, oltre 110.000 parole che hanno descritto, con sincerità, sintomi che per i promotori della ricerca possono essere accostati agli effetti degli abusi di sostanze stupefacenti. E’ stato sorprendente riscontrare quanti di loro hanno ammesso di sentirsi dei social network addicted, considerando l’ansia e il nervosismo con la quale hanno vissuto questa giornata “sconnessa.” Se gli studenti hanno sentito anche la mancanza dei lettori mp3 e della tv, le cose di cui hanno compreso di non poter proprio fare a meno sono gli sms, le e-mail, Facebook e Twitter. In sostanza, la droga non sarebbe costituita dai media in quanto tali, ma dalle connessioni sociali che questi consentono, risolvendosi in una sorta di dipendenza dai legami interpersonali. Vivere anche un solo giorno senza avere a disposizione tutti questi media significa, per gran parte dei ragazzi, restare senza amici.

fonte: http://www.nydailynews.com/lifestyle

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Il touchdown di Ike Ditzenberger

di Paolo Ferrara

Ike Ditzenberger ha diciassette anni e, come tanti ragazzi della sua età, ogni giorno si allena duramente per realizzare un sogno: giocare a football nella squadra della sua scuola, gli Snohomish Panthers dello Stato di Washington. Venerdì scorso, il sogno si realizza. Coach Mark Perry decide di far esordire Ike quando mancano solo dieci secondi alla fine del 4° quarto. E’ una chance importante, la sua prima volta nel campionato di football che raggruppa le high school americane. Ma non basta. Forse Ike non è il miglior giocatore della sua squadra, ma la passione che lo anima non teme confronti. Seppure con la complicità degli avversari, il team dei Lake Stevens Vikings, che hanno difeso al rallentatore contro la sua corsa di 51 yards, Special Ike, come lo chiamano i compagni, è riuscito a lasciare il segno, concludendo l’azione con un incredibile touchdown. Saranno gli unici sei punti della sua squadra, sconfitta in casa per 35 a 6. Ike Ditzenberger ha diciassette anni, ha realizzato il suo sogno, e ha la sindrome di Down.

fonte: gimundo.com/news

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“Spooner” di Pete Dexter

Non è facile crescere in una cittadina della Georgia quando si è orfani di padre e quando il tuo fratellino gemello, morto alla nascita, è il preferito della mamma. La vita di Warren Spooner, che fin da piccolo dimostra un innato talento per il crimine e una straordinaria capacità di cacciarsi nei guai, attraversa diversi decenni di storia americana. Talento del baseball prima di un grave infortunio, poi giornalista, scrittore, marito, tutto senza mai perdere la sua indole autodistruttiva. Unica costante, il rapporto tra Sponner e il suo patrigno Calmer Thorson, altra figura chiave della narrazione, che contrappone la sua serafica tranquillità all’irrequietezza dell’amato figliastro. Questo mese in libreria per le edizioni Einaudi, Spooner è il nuovo ambizioso romanzo di Pete Dexter, l’apprezzato autore di Un affare di famiglia e Il cuore nero di Paris Trout. Avventuroso, rocambolesco, tragico, profondo, assurdo, ma anche divertente al limite della pura ilarità, Spooner ci regala un personaggio memorabile e una storia degna del miglior romanzo americano contemporaneo.

—> Pete Dexter, Spooner, Einaudi (2010) – 503 p., 21 euro

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Trasforma l’iPod Touch in un iPhone

Per tutti quelli che per avere un iPhone non vogliono pagare il prezzo pieno o sottoscrivere onerosi contratti con gli operatori, arriva una nuova soluzione che permette, con un add-on, di trasformare gli iPod Touch in cellulari dalle molteplici funzioni. Si tratta di un case, il Peel 520, attualmente acquistabile direttamente sul sito del produttore e presto disponibile anche per la vendita al dettaglio negli Stati Uniti, che dovrebbe essere in grado di colmare il gap tecnologico tra i due dispositivi Apple, contenendo un’antenna compatibile con le reti GSM di AT&T and T-Mobile. Per gli utenti sarà necessario, oltre naturalmente ad inserire la sim card nell’apposito slot, effettuare un jailbreaking dell’iPod in modo da poter installare un’applicazione dedicata che gestirà sms, chiamate vocali e tutte le altre funzioni previste. Il Peel 520 è un accessorio attualmente incompatibile con gli iPod Touch di ultima generazione, per i quali non è ancora stato sviluppato un software di jailbreak, ma è funzionante con tutte le versioni precedenti, fino alla terza generazione con sitema operativo iOS 3.0. La Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, né ha avviato azioni legali nei confronti dei produttori. Del resto, sarebbero tutte da verificare le basi sulle quali poter bloccare la distribuzione commerciale del Peel 520, il cui prezzo di vendita al pubblico statunitense sarà di 60 dollari. La speranza, forse vana, per i consumatori non interessati direttamente a questo accessorio, è che la sua commercializzazione possa stimolare in qualche modo la Apple a rivedere il prezzo dell’iPhone.

link: http://uk.gear.ign.com/articles/112/1123768p1.html

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Distributori automatici troppo intelligenti

Sono cinque milioni i distributori automatici installati in Giappone e vendono qualsiasi cosa, compresi ombrelli, fiori, sigarette e oracoli stampati dai templi scintoisti. Grazie al basso tasso di criminalità della società nipponica è stato possibile piazzarli praticamente ovunque, dai centri delle maggiori metropoli alle vette ghiacciate del Monte Fuji. Per non parlare del successo delle cool bananas nei distributori della stazione ferroviaria di Tokio, vendute alla non tanto modica cifra di 130 yen l’una. In un piccolo villaggio dell’isola di Okinawa, invece, ci sono distributori che contribuiscono alle ricerche naturalistiche, con microfoni che registrano il canto degli uccelli più rari. Ma nel Paese col mercato più saturo al mondo, la concorrenza tra vending machines si fa sempre più agguerrita e se c’è chi ha pensato di installarci display lcd che forniscono notizie di cronaca e risultati delle partite di baseball in tempo reale, i veri vincitori della sfida high tech sono i distributori automatici della stazione di Shinagawa. Gli infernali macchinari, muniti di microcamere, sono in grado di riconoscere il sesso e l’età approssimativa degli acquirenti, raccogliere i dati anonimamente ed elaborare in automatico ricerche di mercato, per poi suggerire ai nuovi clienti, dopo una semplice “occhiata”, il drink o lo snack da consumare. Probabile che presto potranno anche conversare coi viaggiatori, per intrattenerli mentre aspettano il treno.

fonte: http://www.independent.co.uk/life-style

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