Il grande incendio di Chicago

Tra storie di comete ed eventi misteriosi, una delle versioni più famose vuole che il grande incendio di Chicago dell’8 ottobre del 1871 abbia avuto origine nella stalla di Catherine e Patrick O’Leary, quando una mucca scalciando colpì una lanterna lasciata incautamente alla portata dei suoi zoccoli. Le fiamme si propagarono rapidamente raggiungendo il cuore della Windy City, un nomignolo che il vento di quella sera dimostrò particolarmente azzeccato. L’incendio durò quasi tre giorni, fece circa 300 vittime e distrusse oltre 17.000 edifici, lasciando 100.000 persone senza un tetto sulla testa e causando danni che furono stimati in 200 milioni di dollari dell’epoca, l’equivalente di 3 miliardi di dollari di oggi. Fu una vera catastrofe che ridusse in rovina un’area di quattro miglia quadrate, colpendo duramente il centro cittadino. Con tutte quelle costruzioni in legno Chicago era particolarmente vulnerabile al rischio di incendi e il tempo secco che durava da oltre una settimana non aveva certo migliorato la situazione. Eppure, in mezzo alla devastazione, la maggior parte delle infrastrutture cruciali, come il sistema dei trasporti, quello idrico e quello fognario, rimasero sostanzialmente intatti, costituendo una valida base di partenza per una rapida ricostruzione. Gli architetti si sforzarono di progettare una città più moderna e nel giro di pochi anni a Chicago vennero costruiti anche i primi grattacieli del mondo, lo sviluppo economico e demografico che seguì l’incendio fu impressionante. La popolazione cittadina, che nel 1871 era di 324.000 abitanti, raggiunse il milione e mezzo già nel 1893, anno in cui Chicago ospitò la World’s Columbian Exposition, uno degli eventi fieristici più importanti dell’Ottocento che fece accorrere circa 27 milioni di visitatori. Ma ci volle ancora più di un secolo perché il Chicago City Council, nel 1997, assolvesse ufficialmente Catherine O’Leary e la sua mucca dalla responsabilità del terribile incendio, riconoscendo che all’epoca fu un giornalista del Chicago Republican a creare la leggenda, con lo scopo forse di colorire il resoconto di quegli eventi.

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