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‘Lemmy’, il documentario sul fondatore e leader dei Motörhead

Greg Olliver e Wes Orshoski hanno seguito Lemmy e i suoi Motörhead per anni, per realizzare con Lemmy The Movie un rockumentary che restituisse con maggior realismo possibile anche la vita quotidiana di una band leggendaria e soprattutto del suo frontman, vera icona dell’hard rock. Il racconto di una carriera e di una vita, attraverso i suoi eccessi, la sua arte, la musica, i backstage e i racconti degli amici e degli ammiratori eccellenti…

Al mondo ci sono poche icone del rock capaci di rivaleggiare con Ian Fraser Kilmister, al secolo Lemmy, storico fondatore dei Motorhead, una delle band più influenti dell’hard rock. Sulla scena fin dagli anni ’60, finalmente anche per lui è arrivato il momento della celebrazione con un documentario. Ecco il trailer. Risulta davvero difficile, per un amante della musica, riassumere… Read More

via QNM

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Tracy Chapman, storia del folk

La songwriter di Clevaland è stata una delle protagoniste indiscusse della scena rock-folk degli anni ’80. Ragazza timida e introversa, Tracy si esprimeva decisamente meglio nelle sue canzoni, accompagnate da una chitarra acustica suonata con naturalezza e talento. L’originale commistione di blues e gospel della sua musica si legava a testi di grande impegno sociale e se, nel corso della sua carriera, non sono mancati gli alti e i bassi, quel disco del 1988 che porta il suo nome fu un esordio sfolgorante…

Tracy Chapman Il primo album della cantautrice americana, pubblicato nel 1988, è un gran bel biglietto da visita, d’altronde contiene canzoni come Talkin’ ‘bout A Revolution e Fast Car: i due brani tuttora più celebri di Tracy. L’unica cosa negativa è che sono “bruciate” all’inizio della tracklist ma i brani seguenti sicuramente non demeritano. La gran voce dal timbro particolare, il sound miscelato di Pop, Rock e Folk tinto di afro, le tematiche sociali affro … Read More

via Guida Galattica per i Musicisti

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Torna il “Sussidiario illustrato della giovinezza” dei Baustelle

Torna nei negozi il primo album dei Baustelle, quel Sussidiario illustrato della giovinezza che fece scoprire il gruppo senese alla critica e ad un selezionato pubblico underground, innamoratosi del loro stile originale e un po’ vintage…

"Sussidiario illustrato della giovinezza" ripubblicato dai Baustelle Il nome Baustelle fu scelto dal gruppo formato dai quattro studenti senesi sfogliando un dizionario italo-tedesco e il termine, che significa “cantiere”, esprime bene una certa sensazione di “lavori in corso” del loro primo disco, quel Sussidiario illustrato della giovinezza, quasi un concept album, autoprodotto con la collaborazione di Amerigo Verardi, che ripercorreva e ricostruiva con originalità 40 anni di musica pop. Il Sussidiario, pubblica … Read More

via linkaland

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Miles Davis – Bitches Brew

Columbia Studio B di New York, estate del 1969. In tre torride giornate d’agosto, un Miles Davis in stato di grazia e in vena di sperimentazioni incide i brani che entreranno a far parte di Bitches Brew, il capolavoro che rivoluzionerà il jazz. Ad aiutarlo nell’impresa artisti come Wayne Shorter al sax soprano, Bennie Maupin al clarinetto, Chick Corea al piano elettrico e tanti altri musicisti di talento assoluto, tutti al servizio della sua magica tromba. L’illuminato produttore Teo Macero si occupa del resto, con una sapiente opera di mixaggio e di editing che porterà alla prima edizione del disco rilasciata nell’aprile del 1970. Bitches Brew rappresenta un momento di evoluzione verso nuove frontiere musicali. Miles Davis abbandona i territori sicuri del cool e del modal jazz per esplorare, sensibile a tutta la musica che ascolta e ama in quel periodo, come il rock e il funk, che contaminano il disco, insieme ai ritmi e alle suggestioni dell’Africa, che si rispecchiano anche nella cover. Nasce un nuovo genere, un nuovo jazz, questa volta fusion e avant-gard. Oggi, a distanza di 40 anni, Bitches Brew celebra il suo anniversario con una lussuosa edizione da collezione, che comprende 3 cd, con 6 bonus track e una performance inedita, due dischi LP, in una riproduzione per audiofili in vinile 180 grammi e copertina gatefold, e numerosi extra.

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Halloween Horror Nights con Rob Zombie

Negli Universal Studios di Hollywood sono in corso le Halloween Horror Nights 2010, lo spettacolare evento ricco di attrazioni legate al cinema dell’orrore che durerà fino alla grande conclusione nella notte di Halloween. Una delle attrazioni che più stanno conquistando i visitatori è la Rob Zombie’s House of 1000 Corpses: In 3D ZombieVision, agghiacciante labirinto basato su La casa dei mille corpi, il film horror che ha lanciato la carriera da regista di Rob Zombie. Ai più coraggiosi, così incauti da esplorare il labirinto, vengono forniti occhialini per il 3D, con i quali poter vivere incontri ravvicinati con i più pericolosi serial killers, in un viaggio terrificante nel mondo del Capitano Spaulding, del Dr. Satan e di tutta la famiglia Firefly. Intanto il nostro Rob Zombie, che nonostante gli impegni cinematografici non ha mai abbandonato la sua carriera heavy metal, ha appena rilasciato un’edizione speciale del suo ultimo album Hellbilly Deluxe 2. Il box-set comprende un dvd col documentario Transylvanian Transmissions, che racconta il tour della band. Mentre il cd include tre nuove canzoni: Devil’s Hole Girls And The Big Revolution, Everything Is Boring e Michael, oltre a una nuova versione di The Man Who Laughs, incise con la collaborazione del batterista Joey Jordison, che in occasione del tour di aprile si era unito agli altri membri della band di Rob, il bassista Piggy D. e il chitarrista John 5.

fonte: http://www.roadrunnerrecords.com

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Accuse di antisemitismo per Roger Waters

Roger Waters, il bassista dei Pink Floyd, è stato accusato di antisemitismo dalla Anti-Defamation League per la simbologia utilizzata durante i concerti del The Wall Live Tour, che celebra i 30 anni dalla pubblicazione dello storico album. Abe Foxman, rappresentante della lega, ha criticato aspramente Waters per avere mostrato stelle di David cadere come bombe insieme ai dollari nella scenografia preparata per la canzone Goodbye Blue Sky. Pur riconoscendo il diritto dell’artista di prendere posizione sul conflitto tra israeliani e palestinesi con la sua musica, l’uso di quella simbologia, secondo Foxman, ricadrebbe nello stereotipo degli ebrei ossessionati dal denaro, sfociando in una rappresentazione puramente antisemita. La compagna di Roger Waters, Laurie Durning, ha respinto tutte le accuse in un’intervista al New York Post, dichiarando che si è trattato di uno spettacolo contro la guerra, che qualcuno ha semplicemente interpretato male. Del resto, se anche il razzismo fa parte dei temi affrontati da un disco complesso come The Wall, non bisogna confondere ciò che viene rappresentato con la visione personale dell’artista, scadendo in una polemica che rischia soltanto di deviare la portata e l’efficacia del messaggio di una delle opere maggiormente rappresentative della discografia dei Pink Floyd.

fonte: http://www.gigwise.com

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Per ricordare Syd Barrett

Quando nel 1974 i Pink Floyd cantarono per la prima volta Shine On You Crazy Diamond resero il loro tributo a Syd Barrett, la vera anima dei primi anni della band. Nato Roger Keith Barrett, Syd aveva abbandonato il gruppo nel 1968 e, dopo altri due album da solista, si era ormai ritirato dalle scene per problemi legati soprattutto agli abusi di droga e ad una salute mentale sempre più vacillante. Eppure, una carriera così breve aveva lasciato al mondo musicale l’eredità di un artista completo, chitarrista e voce di talento, autore di canzoni memorabili dalla tensione psichedelica e sperimentale. Oggi, a quattro anni della morte, viene ricordato con un libro e una raccolta musicale. A Very Irregular Head, scritto da Rob Chapman e pubblicato da Faber and Faber , costituisce la prima biografia esaustiva della vita di Syd Barrett, che celebra la sua carriera e affronta le luci e ombre della sua vita. An Introduction To Syd Barrett, prodotto da David Gilmour e in uscita il 5 ottobre, è invece un album che raccoglie il meglio del repertorio musicale di Syd Barrett, sia da solista che da componente dei Pink Floyd. Tutte le tracce sono state rimasterizzate in digitale, comprese alcune versioni remixate. Il disco, che ha per cover un art work di Storm Thorgeson, si conclude con un inedito assoluto, Rhamadan, brano strumentale della durata di venti minuti.

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