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La Cina mette al bando i viaggi nel tempo!

Si parla di cinema, di fiction, e più in generale della recente passione dell’industrica cinematografica e televisiva cinese per il time travel drama. Il governo, a differenza degli spettatori, non gradisce e decide così di mettere un freno al fenomeno, dal momento che questi film “non rispettano la realtà storica”. In realtà, la ragione del successo di questi viaggi nel tempo è proprio la sorprendente scoperta di ere lontane, soprattutto dal controllo vigile del regime, in cui poter trovare la felicità e, perché no, anche l’amore. Cos’altro potevano fare gli zelanti funzionari di Pechino di fronte a questi velati aneliti di libertà?…

I’m grateful to our former multimedia producer Natalie Jacoby for retweeting Popular Science’s tweet of a headline that, I assumed on first reading, was an Onion-style joke: China blocks all movies about time travel, saying it “disrespects history.” But a glance at the enclosed link… Read More

via The Front Row

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La storia del Thanksgiving Day e la Festa del Grazie

In un esilarante episodio di Boris 3 gli autori di Medical Dimension, nel tentativo di scopiazzare dalle serie tv d’oltreoceano, trasformano il Giorno del Ringraziamento in un’improbabile Festa del Grazie, durante la quale si mangiano le quaglie al posto del tacchino. Guardate qui 🙂. Se invece volete saperne di più sulle origini del Giorno del Ringraziamento, che oggi, quarto giovedì di novembre, si festeggia in America, sui raccolti dei Padri Pellegrini, la Mayflower, l’incontro con i nativi americani, il proclama di George Washington del 1789 o sul triste destino dei tacchini, leggetevi questo reblog…

What is the history of Thanksgiving? Why do we, as a country, celebrate this day? And when push comes to shove, to whom are we giving thanks? The Pilgrims were English Separatists seeking religious freedom from what they considered the corrupted Church of England. Many had been persecuted and suffered imprisonment or worse. Their only hope was to flee to Holland (1608-1609) where they were able to worship… Read More

via more than cake

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Meno male che Antigua c’è!

Se siete comuni mortali che il mare lo vedono solo ad agosto sgomitando su una spiaggia di Ostia o che per arrivare a fine mese si improvvisano contabili, tra mutui, bollette e scadenze fiscali, vi consiglio di non proseguire, questo post non è per voi, andate a leggere qualcos’altro o spegnete il pc, così almeno sulla bolletta risparmiate qualche spicciolo. In qualità di sedicente rappresentante del Governo di Antigua e Barbuda mi rivolgo invece a chi abbia voglia prendersi una pausa dai gravosi impegni che al giorno d’oggi affliggono i multimiliardari scesi in campo per il benessere della collettività. Venite a trovarci nel nostro splendido paradiso fiscale nel cuore dei Caraibi, vi aspettano sole, mare e assoluto relax, per voi e i vostri sudati risparmi, al riparo da intercettazioni e giudici comunisti. Se avete con voi centinaia di milioni di euro faticosamente guadagnati con decreti legge che hanno liberato le vostre aziende da gravosi contenziosi col fisco, Antigua è il posto giusto dove allontanare ogni preoccupazione e godersi finalmente la vita. Potrete anche investire nel nostro mercato immobiliare e farvi una o più ville, senza preoccuparvi nemmeno delle infrastrutture. Abbiamo infatti raggiunto un accordo col Comune di Milano, che ci ha anche pagato il sistema di illuminazione delle strade. Capiamo che se voi foste normali contribuenti italiani la cosa potrebbe anche farvi incazzare, mentre inciampate nella buca del marciapiede sotto casa che la manutenzione comunale ha dimenticato di riparare, ma non è questo il vostro caso, ricordate? Non sarete voi quei contribuenti, dal momento che potrete sorridere di tutte queste preoccupazioni ormai alle vostre spalle, perché i vostri soldi saranno al sicuro al vostro fianco sull’aereo che vi porterà nella nostra meravigliosa isola, mentre sfoglierete soddisfatti la nostra ultima brochure turistica dal titolo “I Caraibi sono con te, meno male che Antigua c’è!”

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Ian Frazier – Travels in Siberia

Oltre vent’anni dopo Great Plains (1989), uno dei più riusciti libri di viaggio degli ultimi decenni, Ian Frazier ci conduce in luoghi molto lontani dalle Grandi Pianure, negli spazi ancora più immensi della Siberia, una terra capace di stimolare tutta la sua immaginazione e la sua sete di ricerca. Convinto dai racconti di suoi amici russi, Frazier visitò nei primi anni ‘90 i vasti territori della Russia orientale, innamorandosi di quei luoghi spesso inospitali, freddi, paludosi, ma dotati di un indicibile fascino, come se vi convivessero la tragedia e l’ironia, la stoica praticità e la follia. “The greatest horrible country in the world”, questa la sua brillante definizione della Siberia, che da allora visita ripetutamente nel corso degli anni, percorrendo quelle terre in lungo e in largo, dallo Stretto di Bering a Novosibirsk, dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico, cinque viaggi in Siberia che finiscono in un libro che va oltre il concetto di letteratura di viaggio. Nelle oltre 500 pagine di Travels in Siberia (link), Ian Frazier ha l’occasione di liberare la sua curiosità attraverso lo spazio e il tempo, raccontandoci le storie dei Mongoli, le suggestioni di Tolstoj, i campi di prigionia, ma anche i sacerdoti ortodossi, le carovane del the, gli ambasciatori dello Zar e tanti altri spunti evocati dalla bellezza di una terra misteriosa e ammaliante, che resta nel cuore di ogni viaggiatore che ha avuto il coraggio di affrontarla.

Ian Frazier, Travels in Siberia – Farrar Straus Giroux (2010) – 504 p., $ 30

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Distributori automatici troppo intelligenti

Sono cinque milioni i distributori automatici installati in Giappone e vendono qualsiasi cosa, compresi ombrelli, fiori, sigarette e oracoli stampati dai templi scintoisti. Grazie al basso tasso di criminalità della società nipponica è stato possibile piazzarli praticamente ovunque, dai centri delle maggiori metropoli alle vette ghiacciate del Monte Fuji. Per non parlare del successo delle cool bananas nei distributori della stazione ferroviaria di Tokio, vendute alla non tanto modica cifra di 130 yen l’una. In un piccolo villaggio dell’isola di Okinawa, invece, ci sono distributori che contribuiscono alle ricerche naturalistiche, con microfoni che registrano il canto degli uccelli più rari. Ma nel Paese col mercato più saturo al mondo, la concorrenza tra vending machines si fa sempre più agguerrita e se c’è chi ha pensato di installarci display lcd che forniscono notizie di cronaca e risultati delle partite di baseball in tempo reale, i veri vincitori della sfida high tech sono i distributori automatici della stazione di Shinagawa. Gli infernali macchinari, muniti di microcamere, sono in grado di riconoscere il sesso e l’età approssimativa degli acquirenti, raccogliere i dati anonimamente ed elaborare in automatico ricerche di mercato, per poi suggerire ai nuovi clienti, dopo una semplice “occhiata”, il drink o lo snack da consumare. Probabile che presto potranno anche conversare coi viaggiatori, per intrattenerli mentre aspettano il treno.

fonte: http://www.independent.co.uk/life-style

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