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Meno male che Antigua c’è!

Se siete comuni mortali che il mare lo vedono solo ad agosto sgomitando su una spiaggia di Ostia o che per arrivare a fine mese si improvvisano contabili, tra mutui, bollette e scadenze fiscali, vi consiglio di non proseguire, questo post non è per voi, andate a leggere qualcos’altro o spegnete il pc, così almeno sulla bolletta risparmiate qualche spicciolo. In qualità di sedicente rappresentante del Governo di Antigua e Barbuda mi rivolgo invece a chi abbia voglia prendersi una pausa dai gravosi impegni che al giorno d’oggi affliggono i multimiliardari scesi in campo per il benessere della collettività. Venite a trovarci nel nostro splendido paradiso fiscale nel cuore dei Caraibi, vi aspettano sole, mare e assoluto relax, per voi e i vostri sudati risparmi, al riparo da intercettazioni e giudici comunisti. Se avete con voi centinaia di milioni di euro faticosamente guadagnati con decreti legge che hanno liberato le vostre aziende da gravosi contenziosi col fisco, Antigua è il posto giusto dove allontanare ogni preoccupazione e godersi finalmente la vita. Potrete anche investire nel nostro mercato immobiliare e farvi una o più ville, senza preoccuparvi nemmeno delle infrastrutture. Abbiamo infatti raggiunto un accordo col Comune di Milano, che ci ha anche pagato il sistema di illuminazione delle strade. Capiamo che se voi foste normali contribuenti italiani la cosa potrebbe anche farvi incazzare, mentre inciampate nella buca del marciapiede sotto casa che la manutenzione comunale ha dimenticato di riparare, ma non è questo il vostro caso, ricordate? Non sarete voi quei contribuenti, dal momento che potrete sorridere di tutte queste preoccupazioni ormai alle vostre spalle, perché i vostri soldi saranno al sicuro al vostro fianco sull’aereo che vi porterà nella nostra meravigliosa isola, mentre sfoglierete soddisfatti la nostra ultima brochure turistica dal titolo “I Caraibi sono con te, meno male che Antigua c’è!”

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Ian Frazier – Travels in Siberia

Oltre vent’anni dopo Great Plains (1989), uno dei più riusciti libri di viaggio degli ultimi decenni, Ian Frazier ci conduce in luoghi molto lontani dalle Grandi Pianure, negli spazi ancora più immensi della Siberia, una terra capace di stimolare tutta la sua immaginazione e la sua sete di ricerca. Convinto dai racconti di suoi amici russi, Frazier visitò nei primi anni ‘90 i vasti territori della Russia orientale, innamorandosi di quei luoghi spesso inospitali, freddi, paludosi, ma dotati di un indicibile fascino, come se vi convivessero la tragedia e l’ironia, la stoica praticità e la follia. “The greatest horrible country in the world”, questa la sua brillante definizione della Siberia, che da allora visita ripetutamente nel corso degli anni, percorrendo quelle terre in lungo e in largo, dallo Stretto di Bering a Novosibirsk, dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico, cinque viaggi in Siberia che finiscono in un libro che va oltre il concetto di letteratura di viaggio. Nelle oltre 500 pagine di Travels in Siberia (link), Ian Frazier ha l’occasione di liberare la sua curiosità attraverso lo spazio e il tempo, raccontandoci le storie dei Mongoli, le suggestioni di Tolstoj, i campi di prigionia, ma anche i sacerdoti ortodossi, le carovane del the, gli ambasciatori dello Zar e tanti altri spunti evocati dalla bellezza di una terra misteriosa e ammaliante, che resta nel cuore di ogni viaggiatore che ha avuto il coraggio di affrontarla.

Ian Frazier, Travels in Siberia – Farrar Straus Giroux (2010) – 504 p., $ 30

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